Passare un’intera giornata con i miei ragazzi non ha prezzo. E così ieri sera, dopo una giocata a carte, Carmelo, come d’incanto, all’improvviso, d’impulso, ha detto: “scampagnata domani a casa di Peppe”. Giuseppe a casa sua m’invita sempre e così ho accettato. Ognuno ha fatto la sua parte, io ho cucinato la pasta che ho chiamato “pasta buttata mattoni mattoni”, perché era cucinata senza soffritto e mangiata senza formaggio, qualcun altro ha arrostito la carne e qualcun altro ancora ha lavato i piatti. La parte più spettacolare è avvenuta dopo, quando i ragazzi sono andati a giocare a pallone in un bellissimo campetto curato con prato inglese. Volevo restare a guardare lo spettacolo che davano tra le entrate acrobatiche e i falli, tra le risate che si facevano e che mi facevano fare. Avevo proprio deciso di osservarli restando a pensare a come sono cresciuti e come sono cambiati dalla prima volta che li ho conosciuti. È proprio così, li osservi! C’è una cosa che mi rattrista il cuore: non puoi osservare una cosa fino all’infinito. Allora sei costretto a prendere una decisione: o diventi protagonista anche tu, o rimani spettatore, solo che da spettatore non sai se, un giorno loro, si ricorderanno di te, di come cucinavi per loro, o educavi. Così ho deciso di buttarmi nella mischia e di giocare a pallone con loro. Devo dire che l’ho spuntata bene tra qualche doloretto alle ginocchia e qualche gollonzo. E si! Ne è passato di tempo da quando avevano dieci anni e ormai il tempo ne segna sedici. Cosa c’è di più meraviglioso di passare una giornata con propri ragazzi, a trentasei anni, dopo che la vita ti ha dato uno schiaffo morale e che sai che non potrai mai più tornare indietro, cosa c’è di più meraviglioso!
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venerdì 31 dicembre 2010
martedì 18 agosto 2009
UN DONO SUPREMO
Sono stanco di parlare sempre di politica e delle cazzate che combinano i politici nella nostra terra che è diventata ormai arida come il deserto. Oggi voglio cambiare discorso, voglio parlare dell’AMORE; qualcuno di voi ha mai letto il libro UN DONO SUPREMO Di PAULO COELHO? Se non l’avete letto, è un libro che consiglio. Questo libro è una meditazione dell’inno all’AMORE di San Paolo (1 cor 13,1). L’AMORE, il dono più grande delle tre virtù teologali (la fede , la speranza e la la CARITA’). Come dice San Paolo anche se avessi abbastanza fede da potere spostare le montagne, a nulla mi gioverebbe se non avessi l’AMORE. Scomparirà tutto nella terra, moriremo ma alla fine ciò che resterà sarà l’amore. L’amore che abbiamo lasciato durante la nostra vita. E allora vi voglio riportare uno spezzone del libro che mi ha colpito molto:“ L’Amore è qui: esiste in noi adesso, in questo preciso momento. Non è qualcosa che ci verrà dato dopo la morte. Al contrario, avremo pochissime occasioni di apprenderlo durante la vecchiaia: dobbiamo ricercarlo e praticarlo ora.” “Io ho già visto tutte le cose belle che Dio ha creato. Ho già quasi apprezzato tutti i piaceri di cui un uomo può godere. Eppure, volgendo lo sguardo al mio passato, rintraccio soltanto quattro o cinque momenti –assai brevi- nei quali sono riuscito ad imitare, in maniera assai povera l’Amore di Dio.
Questo è quello che cerco di fare capire ai miei ragazzi durante gli incontri di post-cresima. Verremo giudicati per il bene che abbiamo evitato di fare. Mi viene in mente una frase del vangelo quando dice che è più facile far passare un cammello nella cruna di ago che un ricco nel regno dei cieli; sapete perché? Perché i ricchi per me, sono proporzionati al bene che hanno evitato di fare in vita. Quando si parla di ricchi… mi vengono in mente certe persone che, se non si levano la trave dall’occhio, non gli basteranno 10 vite per rimediare a tutto ciò che hanno fatto per arricchirsi. Ops scusate, avevo detto che non dovevo parlare di politica, vedete è più forte di me. A buon intenditore poche parole.
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