Tu sei la mia stella cometa. Punto di riferimento
fisso.Sei la prima stella del mattino. Sei
vita, amore, passione, felicità. Sei tutto. Per ora tutto ruota intorno a te e
spero anche in futuro. Con te, in questo momento riesco a sperimentare cos’è la
pienezza. Quella che proviene da un Dio misterioso e che si concretizza con te.
Vivere per l’altra persona è la cosa più bella e meravigliosa che possa esistere.
Respirare, addormentarsi, sognare, leggere e svegliarsi avendoti sempre nei
pensieri. Vivere, essere corrisposto, ricambiato, di quell’amore gratuito non astratto ma concreto, che puoi vedere soltanto con quello
sguardo degli occhi quando li tieni chiusi, il cuore. Con te voglio vivere. Con
te voglio divertirmi, giocare, viaggiare, ridere, ma soprattutto con te voglio
amare ciò che giorno dopo giorno avremo davanti agli occhi, stavolta aperti,
con lo stesso calore di quel giorno che ti dissi, “ho tanta
paura… paura, amore…paura, amore… Io, Tuo.
Il Supramonte
è il luogo dove De Andrè venne tenuto, per 4 mesi, sotto sequestro dalla
malavita organizzata della Sardegna: la cosiddetta “anonima sequestri
sarda”. Fu sequestrato assieme alla compagna Dori Ghezzi. Il Supramonte di
Orgosolo è uno dei luoghi piu’ belli e selvaggi della Sardegna. Ruscelli,
buon vino e cibi genuini. Ed esistono gli hotels, le trattorie, i bar
e le osterie dove il visitatore trova tutto questo. In un simile contesto, il
nome di un Hotel sarebbe la cosa piu’ normale, direi piu’ bella da
trovare. L’artista con la sua compagna vennero liberati dopo un po’ di
tempo grazie al riscatto di 550 milioni di lire pagato dal papà di De Andrè.
Hotel Supramonte è un altro capolavoro di Faber. Una dolcezza di musica e
poesia. Cosa c’è di più incantevole nel descrivere la sofferenza e il dolore
con i bellissimi paesaggi del Supramonte, immaginando i ruscelli del fiume, gli
alberi e i monti con il nome della sua amata!? La gente di Orgosolo e di altri
paesi circostanti è semplice ed ospitale, solo che Orgosolo ha un primato
negativo che è il banditismo. Dopo la scarcerazione, De Andrè perdonò i
carcerieri: diceva che a volte gli toglievano le manette e li lasciavano liberi
nella stanza, dove, lui e la sua compagna si inventavano giochi per passare il
tempo e chi lo sa se non avevano anche i momenti per restare soli
nell’intimità… da un certo punto di vista i rapitori sono stati uomini. Nei
rapitori riconosceva l'onore e l'umanità che li caratterizzarono durante i
lunghi giorni della prigionia. Ma solo loro, esecutori del sequestro,
poterono godere del suo perdono. Anche dopo la condanna nel processo ribadì il
suo perdono nei loro confronti ma non la pensò allo stesso modo per i mandanti
del sequestro. I mandanti, mai trovati, che secondo De Andrè erano persone
economicamente agiate e prive di scrupoli.
SPIEGAZIONE:
“E se vai all'Hotel
Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
col suo ordine discreto dentro il cuore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore”.
Dal testo sembra che fa notare i sensi di colpa che aveva per tutto quello che stava
succedendo. Come se era sua la colpa del rapimento. Lui aveva portato in Sardegna la
compagna, e lui era il personaggio famoso che cercavano per il rapimento. La
donna in fiamme, infatti, potrebbe rappresentare Dori Ghezzi arrabbiata con lui
che, di conseguenza, si sentiva solo e abbandonato. Naturalmente sono mie
sensazioni non sappiamo cosa pensa Faber quando scrive questa canzone. Così
come penso della lettera vera di notte, magari, nei momenti della loro intimità
ma falsa di giorno con le accuse, i sensi di colpa, la solitudine quando gli
rimettevano le manette.
“Grazie al cielo ho una
bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore”.
“Grazie al
cielo……” per me ringrazia Dio perché è ancora vivo e può pensare e potere
scrivere le sensazioni che prova, senza disprezzare la terra dove è stato
prigioniero, dedicando questa lettera a tutti coloro che sono stati prigionieri
in quella splendida terra. Infatti la chiama “Hotel Supramonte” e quando
dice un “invito..” non credo che lo dica per invitare la gente ad essere rapita
ma è detto in modo sarcastico e comunque per far capire che tutto sommato non
sono stati crudeli con loro. Le ultime due righe di questa seconda strofa
sembrano una ripetizione della prima strofa, quando subentrava la solitudine.
“E ora siedo sul letto del
bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dove dov'è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore”.
La monotonia del tempo che non passava mai...
Caro Faber,
le cose che ti circondavano avevano il nome della tua amata, anche tu ci
hai insegnato il vero significa dell'amore, l'unica cosa che conta e che ci
resta nella vita, senza finire mai. Tutto passa ma una sola cosa resta: l'Amore.
Sono stanco di parlare sempre di politica e delle cazzate che combinano i politici nella nostra terra che è diventata ormai arida come il deserto. Oggi voglio cambiare discorso, voglio parlare dell’AMORE; qualcuno di voi ha mai letto il libro UN DONO SUPREMO Di PAULO COELHO? Se non l’avete letto, è un libro che consiglio. Questo libro è una meditazione dell’inno all’AMORE di San Paolo (1 cor 13,1). L’AMORE, il dono più grande delle tre virtù teologali (la fede , la speranza e la la CARITA’). Come dice San Paolo anche se avessi abbastanza fede da potere spostare le montagne, a nulla mi gioverebbe se non avessi l’AMORE. Scomparirà tutto nella terra, moriremo ma alla fine ciò che resterà sarà l’amore. L’amore che abbiamo lasciato durante la nostra vita. E allora vi voglio riportare uno spezzone del libro che mi ha colpito molto:
“ L’Amore è qui: esiste in noi adesso, in questo preciso momento. Non è qualcosa che ci verrà dato dopo la morte. Al contrario, avremo pochissime occasioni di apprenderlo durante la vecchiaia: dobbiamo ricercarlo e praticarlo ora.” “Io ho già visto tutte le cose belle che Dio ha creato. Ho già quasi apprezzato tutti i piaceri di cui un uomo può godere. Eppure, volgendo lo sguardo al mio passato, rintraccio soltanto quattro o cinque momenti –assai brevi- nei quali sono riuscito ad imitare, in maniera assai povera l’Amore di Dio.
Questo è quello che cerco di fare capire ai miei ragazzi durante gli incontri di post-cresima. Verremo giudicati per il bene che abbiamo evitato di fare. Mi viene in mente una frase del vangelo quando dice che è più facile far passare un cammello nella cruna di ago che un ricco nel regno dei cieli; sapete perché? Perché i ricchi per me, sono proporzionati al bene che hanno evitato di fare in vita. Quando si parla di ricchi… mi vengono in mente certe persone che, se non si levano la trave dall’occhio, non gli basteranno 10 vite per rimediare a tutto ciò che hanno fatto per arricchirsi. Ops scusate, avevo detto che non dovevo parlare di politica, vedete è più forte di me. A buon intenditore poche parole.