Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post

mercoledì 24 luglio 2013

IL PETROLIERE

"Io succhio il tuo frullato con la mia cannuccia". Quanto significato dietro questa frase! Ci vuole giustizia in questo mondo e, quando parlo di questo mondo, parlo del pianeta Terra: barconi pieni di immigrati in cerca di pane, lavoratori che perdono i diritti dentro le fabbriche e insicurezza sul lavoro, umiliazioni di ogni tipo, sfruttamento, egoismo di ogni genere, strafottenza e se vogliamo possiamo aggiungere dell'altro. Più hanno e più vogliono avere e la loro "intelligenza" si trasforma in cattiveria che, aiutati dai governi, usano per rubare le ricchezze altrui legalmente. VEDI IL MEGALOMANE o il TIZIO DI ARCORE, scusate al ripetizione. Quando l'avere sta al di sopra dell'essere si è caduti nella vera falsificazione idolatrica dell'uomo. Quando si perde la vera concezione dell'IO non si è mai soddisfatti di quello che ci passa davanti e vogliamo avere e avere. E' meglio avere che essere.  "E tutto mio...ma quanto costa questo cazzo di pianeta?!  lo voglio io, lo compro adesso, poi compro Dio, sarebbe a dir compro me stesso".
IO SUCCHIO IL TUO FRULLATO CON LA MIA CANNUCCIA


lunedì 6 febbraio 2012

Art 1 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

SPUNTI PRESI DAL LIBRO DI DON ANDREA GALLO E UN PO' MIEI.


Art.1.  L'Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione. 

Quindi cosa ci dice la Costituzione? Ci dice che è una Repubblica. Dal Latino "Res publica" che vuol dire "cosa pubblica", e non di pochi, perciò di tutti. Questo significa che bisogna aprirsi a tutte le culture a partire dalle altre religioni e quindi credenti e non credenti. Già qua si capisce che la chiesa deve restare fuori dalla "cosa pubblica". La Costituzione ci dice che la Repubblica è "Democratica", che deriva dal latino "demos" che significa "popolo" e da "crazia" che vuol dire "potere". Quindi "potere del popolo" ma come si fa ad essere democratici se non c'è la partecipazione del popolo? La dittatura dei mercati finanziari minaccia la pace e la democrazia. Dobbiamo uscire da un società tutta imposta sulle aspettative e sulle pretese. Noi ci alziamo al mattino e diciamo: " Questo mi è dovuto, quest'altro pure". C'è bisogno di una rivoluzione culturale, perchè se un uomo vuole essere coerente con la sua umanità, al mattino quando si alza deve chiedersi, cominciando dalla propria casa: " Cosa posso fare per la mia famiglia, per il mio quartiere e ancora più in là?"E così via, pensando all'agire locale e poi all'agire globale. "L'Italia è democratica": vuol dire che la Repubblica si fonda sulla partecipazione di tutti, e non con una legge che loro stessi hanno definito "porcata" dove i candidati li scelgono i padroni di partito, sulla  base di parentele consolidate. Se prima in parlamento esisteva la cosiddetta "casta" adesso c'è la supercasta.
"L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Allora questo cosa ci fa capire che le fabbriche che sono in Italia devono chiudere per andare in Asia? Lo sfruttamento e la disoccupazione devono cessare. Ormai si è arrivati al punto di proletarizzare il lavoro intellettuale e questa è una cosa assai grave. I giovani dopo anni di studi nelle università e di specializzazioni, si trovano costretti a lavorare nelle fabbriche con un salario da fame e senza sicurezza di un posto fisso, senza tenere conto delle loro capacità intellettive con contratti interinali fatti da agenzie esterne alle fabbriche. Basta con i contratti CO.CO.CO., flessibilita ecc... basta con i Marchionne e i pinco pallini  di turno che si vogliono arricchire col sudore degli operai. E' la costituzione che ce lo dice. Il divario tra i più poveri e più ricchi non è stato mai così significativo. 
Partiamo proprio da Marchione: Lo scipero non mai stato un ricatto, bensì un diritto sacrosanto dei lavoratori. A un certo punto firmata l'intesa alla FIAT è stata fatta fuori la FIOM. Ma non vi sembra di poter dire che si negano i diritti a chi non firma il contratto? Mi chiedo come facciano i sindacati a firmare.  E la cosa più grave arriva dal sindaco di Torino che afferma che "sono dei risultati positivi", Bersani neanche a nominarlo perchè tanto è come sparare sulla croce rossa. Ma è un peggioramento rispetto a Pomigliano! Si torna indietro al famoso accordo 1994: ma il contratto nazionale, la dignità del lavoro e della persona, dove li lasciamo? Queste cose poi generalmente le fanno o ad Agosto, o a Natale, quando la gente è impegnata con le vacanze  e nessuno si accorge di niente. Per fare un esempio, basta pensare alla riduzione della pausa degli operai a dieci minuti, si risparmierebbe di circa 3 milioni di euro all'anno. Cioè meno di un terzo di quello che guadagna Marchione. 
E Marchione mi parla di ideologia della FIOM, si vede che non sa nemmeno cos'è l'ideologia e il manager.                                                                                                                     
Bhe, arrivando a questo punto le conclusioni tracciatele voi cari lettori. 

sabato 20 giugno 2009

IL LAVORO E' UN DIRITTO NATURALE

Pubblico parte di una mail che mi ha mandato un mio amico sindacalista della FIOM-CGIL , Michele Pistone di Catania:
-
“Ciao a tutti,
qualche tempo fa ho visto un film documentario intitolato “The Take”, “La presa”. Lo consiglio.Il film è ambientato nell'Argentina immediatamente dopo la crisi di qualche anno fa. Crisi quella argentina che ha messo inginocchio un'intera nazione, soprattutto i lavoratori. Il film racconta la storia vera, con personaggi veri, dei lavoratori di una fabbrica che messi alla porta da un imprenditore senza scrupoli, si riuniscono in cooperativa e contro tutti e tutto fanno ripartire le macchine e incominciano a lavorare. Il film è commovente come la storia dei lavoratori della ELMEC di Belpasso, o della SAT di Aci S.Antonio. Quest'ultima azienda, operante nell'ingranaggio di ST, per cattiva strategia aziendale e lacune normative ha lasciato 160 lavoratori senza un'occupazione e con enormi disagi connessi. Il 19 Giugno circa 100 lavoratrici e lavoratori della SAT si sono riuniti in cooperativa e sfidando norme e lacune normative hanno deciso di riprendersi il futuro, o almeno ci tentano. Ho assistito alla nascita della cooperativa ed è stato un momento che ricorderò soprattutto per i visi di quei lavoratori metalmeccanici che riuniti davano all'iniziativa un significato che andava oltre l'atto costitutivo, la speranza prendeva il sopravvento sulla rassegnazione. Forse la sensazione non durerà a lungo ma la voglia di resistere c'era”.
-
Speriamo che le cose vadano nel migliore dei modi per tutti e speriamo che la gente si svegli e inizi a gridare come hanno fatto questi nostri colleghi. Dovrebbe essere così in tutti i settori e non solo nelle fabbriche.
Il lavoro nobilita l'uomo, aiuta alla sua realizzazione per portare avanti il progetto che gli è stato donato dal primo momento della sua nascita. E' una questione di diritto naturale, non si deve chiedere grazie a nessuno quando si lavora.
I datori di lavoro devono dare un giusto salario tenendo conto del nucleo familiare e del futuro ( i soldi non devono bastare solo per comprarsi il pane e i vestiti). Oggi, ancora qualcuno è convinto che l'operaio deve dire grazie al datore di lavoro che lo fa lavorare; questo è sbagliato perché se l'uomo è a immagine e somiglianza di Dio, perché deve essere trattato così !? Se l'uomo fosse visto come tale, e quindi persona a immagine e somiglianza di Dio, con tanto di dignità umana, tutto questo non accadrebbe. Speriamo in un futuro migliore, io ci credo e si può costruire.
-