venerdì 16 dicembre 2016

Io, tuo


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Tu sei la mia stella cometa. Punto di riferimento fisso.  Sei la prima stella del mattino. Sei vita, amore, passione, felicità. Sei tutto. Per ora tutto ruota intorno a te e spero anche in futuro. Con te, in questo momento riesco a sperimentare cos’è la pienezza. Quella che proviene da un Dio misterioso e che si concretizza con te. Vivere per l’altra persona è la cosa più bella e meravigliosa che possa esistere. Respirare, addormentarsi, sognare, leggere, svegliarsi avendoti sempre nei pensieri. Vivere, essere corrisposto, ricambiato, di quell’amore gratuito, invisibile, non astratto ma concreto, che puoi vedere soltanto con quello sguardo degli occhi quando li tieni chiusi, il cuore. Con te voglio vivere. Con te voglio divertirmi, giocare, viaggiare, ridere, ma soprattutto con te voglio amare ciò che giorno dopo giorno avremo davanti agli occhi, stavolta aperti, con la stessa fiamma che arde nel petto di quel giorno che ti dissi, “ho tanta paura… paura, amore…paura, amore… Io, Tuo.  

lunedì 5 settembre 2016

PENSIERI LONTANI NEL TEMPO

Seduto sul divano mentre leggi un libro di Isabel Allende, tra le note di Ennio Morricone che ti fa viaggiare avanti ma anche indietro nel tempo, come se il tempo stesso si è fermato o come se non esistesse per niente, come se fosse eterno. Alzi lo sguardo,  vedi la copertina di un DVD di Tornatore, è Baaria. Allora è lì che indietreggi e ti ritrovi tra le strade della tua casa d'infanzia.

Sei già sveglio in prima mattina, fresca, con la sveglia che ti fa il signore della granita, che  tua madre compra per farti fare colazione d'estate e il cinguettio dei cardellini che si fanno i nidi sugli alberi del tuo giardino. Esci di casa,  vai in quella del tuo amico che trovi lì, sempre e puntuale,  si inizia a giocare e a inventare giochi. Andiamo in perlustrazione nelle campagne adiacenti alle nostre case, si, perchè chi abita in periferia ha il pregio di godersi la città da un lato e la campagna dall'altro. Noi preferiamo sempre la campagna. Le strade dove giochiamo ancora non sono asfaltate e quindi siamo sempre sicuri che non passano auto. Ci costruiamo un arco con i rami del carrubo, ce ne sono tantissimi dove abito io. I muri a secco. Le frecce le facciamo con gli steli di spine dai campi. Dalla natura ci ricaviamo tutto. Poi possiamo sempre giocare a pallone, il super tela per cominciare per poi passare al Tango, il campo ce lo facciamo sempre nella strada. Due sassi per fare le porte e le panchine sono i margini del campo. Ma poi a mezzogiorno sento il motore di mio padre, è ora di rientrare per il pranzo. Riposino pomeridiano, e alle 16 di nuovo fuori per nuovi giochi, giochiamo con palla da tennis a colpire i compagni messi schierati in muro e tu sei il plotone d'esecuzione. Il nascondino del tardo pomeriggio è quello che amo di più, essendo veloce aspetto fin quando il mio compagno non viene a cercarmi nella tana dove sono nascosto e lo frego con uno scatto alla Bolt. Ma poi tutto d'un tratto senti una voce che ti chiama, tua madre, è ora di rientrare, è il tramonto, ora di cena, dove, ti ritrovi con le tue sorelle e tuo fratello a mangiare tutti assieme in un tavolo ovale.

Pensieri lontani nel tempo che ti ferma il tempo, quando ancora il progresso non aveva fatto danno e c'erano certi valori: l'amicizia, il rispetto, l'amore.
E tra le note di Ennio Morricone, leggendo un libro di Isabel Allende, alzo lo sguardo, e ho tanta voglia di sentire una voce che mi chiama e dice che è ora di rientrare...