sabato 3 novembre 2012

NOVECENTO


E' una panoramica di quella che è la storia che va dai primi anni del 1900 fino al 25 Aprile 1945. Il film inizia con un omaggio a Giuseppe Verdi che era morto da poco fino ad arrivare alla liberazione dell'Italia dal fascismo. Un parallelismo storico di quello che erano la classe del proletariato e la classe borghese, i braccianti e i padroni. I protagonisti del film sono Olmo (Gerard De Pardier) che faceva parte della famiglia dei Dalcò e Alfredo (Robert De Niro) che faceva parte della famiglia Berlinghieri, i padroni. Olmo è il bastardo figlio di contadino, e Alfredo è il figlio del Padrone. Contadino e padrone, due facce della stessa medaglia, come dire testa o croce.
I due ragazzi nascono lo stesso giorno e fin da bambini diventano amici e vanno d'accordo. Un parallelismo che fa vedere come vivono i paesani e i padroni. I paesani che mangiano polenta tutti i giorni, insieme, nella stessa stanza e si parla, si ride, si canta, si sta in armonia e condividono tutto quello che hanno. I padroni che invece mangiano cibo più sofisticato, come le rane che prendeva il piccolo Olmo, soli, separati in famiglia, che non vanno d'accordo e che pensano a come sottrarre il capitale ai parenti stessi, addirittura al fratello.
I primi vivono con la concezione di famiglia umana, dove tutti sono uguali e tutto e di tutti, il cosiddetto bene comune; e i secondi  vivono con la concezione di famiglia che c'è tra marito, moglie e figli, e che del resto non gliene frega nulla. Infatti alla morte del nonno Alfredo, il figlio minore, ruba tutto il capitale al fratello maggiore, inizia a stringere la cinghia dei braccianti e a sottrarre parte del raccolto che serve ai paesani per sostenersi, fino al punto di arrivare a  prendere 3/4 del raccolto e solo un quarto lo lascia ai paesani. Ai Dalcò, che di numero erano di gran lunga superiore al nucleo familiare del padrone, circa una quarantina, escludendo chi lavorava dall'esterno la giornata, non restava altro che emigrare altrove e cercare ventura nel resto del mondo. 
Oggi sono passati 80-90 anni da quando è stato ambientato il film, è vero che dopo la liberazione sono stati conquistati tanti diritti da parte dei proletari, a volte anche con i bagni di sangue da parte dei nostri nonni.
I contratti di lavoro indeterminato, gli assegni familiari, la facoltativa, la maternità, il diritto al lavoro, la malattia, l'articolo 18 che tutela i lavoratori ecc.
Cosa è successo oggi? dove sono finiti tutti i diritti conquistati con il bagno di sangue dei nostri nonni? Il contratto indeterminato è scomparso, l'art. 18 non esiste più, chi prende la facoltativa o la maternità subisce il mobbing.
Siamo tornati proprio all'epoca di quando è stato ambientato il film; ma si può stare così mano nelle mani sapendo che sono morte delle persone per farci conquistare tali diritti?!?
Ora non vi racconto il resto del film perchè ci vorrebbe un post lungo un metro, visto che il film è diviso in due parti, volevo semplicemente rinfrescarvi la memoria, cari lettori, che siamo tornati indietro di un secolo. I padroni si sono riappropriati dei nostri diritti.










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